Venerdì 10 aprile, Libreria Feltrinelli, via di Franco – Livorno, ore 17.
"Ci sono storie che non nascono soltanto per essere raccontate. Nascono per essere condivise, perché custodiscono un pezzo di verità che riguarda tutti. È il caso di “… E alla fine diventai Betty Boop”, il libro di Carmelinda Gentile, pubblicato dalla casa editrice Aurea Nox. Attrice e regista siracusana, Gentile è conosciuta al grande pubblico per il ruolo di Beba, la moglie di Mimì Augello nella serie televisiva Il Commissario Montalbano. Cresciuta a pane e miti greci si forma all’Istituto Nazionale del Dramma Antico e più di una volta calca il Teatro Greco di Siracusa. Da anni la sua vita si divide tra Siracusa e Amsterdam dove ha fondato la compagnia teatrale Korego Theater Group, promuovendo il teatro italiano all’estero e sviluppando laboratori e progetti culturali di respiro internazionale.
Nel 2024 Carmelinda Gentile è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, riconoscimento che premia il suo contributo alla diffusione della cultura italiana nel mondo. Ma questo libro non parla di televisione né di carriera: parla di vita, di fragilità, di coraggio. E soprattutto di amore. Carmelinda Gentile decide di scrivere quando la vita la costringe a fermarsi. Quando arriva quel momento che, come lei stessa racconta, «separa il prima dal dopo, il giorno dalla notte». La diagnosi di un tumore al seno arriva improvvisa, quasi brutale. Un medico glielo comunica senza giri di parole: cancro.
È uno di quei momenti in cui il mondo sembra capovolgersi, in cui ogni certezza perde improvvisamente il suo peso. Da lì comincia un viaggio durissimo fatto di sette mesi di chemioterapia, due operazioni, quindici sedute di radioterapia.
Un tempo sospeso, attraversato da paura e silenzio, in cui si perdono molte cose: i capelli, la spensieratezza, la serenità, persino una parte della propria identità. Ma proprio dentro quel dolore prende forma qualcosa di nuovo. «Dopo la malattia - racconta - ho sentito il bisogno profondo di dare un senso a ciò che mi era accaduto. E quel senso l’ho trovato ancora una volta nell’arte. Amare è dare. Recitare, cantare, scrivere è un atto d’amore».
Nasce così il progetto “Passo dopo passo”, pensato per sostenere chi ha avuto il cancro, chi ha perso qualcuno a causa della malattia e chi vive accanto ai pazienti, nella cura o nel volontariato. A Siracusa, Gentile crea così il laboratorio teatrale oncologico, ideato in collaborazione con le associazioni Ciao, Angolo e Lilt, a cui andrà parte del ricavato degli spettacoli messi in scena ma anche gran parte del ricavato del suo libro. «Dovevo dare un senso a quello che mi era successo».
“… E alla fine diventai Betty Boop” non è un memoir. È un mosaico di storie, riflessioni, poesie, frammenti di vita vissuta o ascoltata. Racconti brevi ma intensi che restituiscono il senso di una umanità fragile e tenace allo stesso tempo. Storie che parlano di dolore ma anche di ironia, che profumano di mare, di miti, di allegria, perché Carmelinda Gentile non rinuncia mai alla leggerezza.
La scrittura diventa così un modo per restare presenti, per non lasciare che la paura cancelli il senso del vivere.












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