Promosso e organizzato dal Comune di Collesalvetti
Ideato e curato da Francesca Cagianelli, conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini
in occasione della mostra Athos Rogero Natali decoratore e scenografo.
La stagione dell'innovazione delle vetrate artistiche e il boom degli Stabilimenti Pisorno.
PINACOTECA COMUNALE CARLO SERVOLINI
Complesso di Villa Carmignani
Via Garibaldi, 79 – COLLESALVETTI (LI)
Ingresso gratuito
INFO
Tel. 0586 980227 e 980174 – 392 6025703
pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it www.comune.collesalvetti.li.it
1° PUNTATA
Valentina Campedrer
Coordinatrice dell’Ufficio per i Beni Culturali, Arte Sacra ed Edilizia di Culto della Diocesi di Livorno
Tra arte e devozione. Alla scoperta del Museo diocesano di Livorno
GIOVEDÌ 7 MAGGIO, ore 17.00
Si inaugura Giovedì 7 maggio, ore 17.00, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini il Calendario Culturale dal titolo DALLE ARTI DECORATIVE ALLA SCENOGRAFIA: IL NOVECENTO LIVORNESE TRA SCOPERTE E RIMOZIONI, varato in occasione dell'inedita e pionieristica mostra Athos Rogero Natali decoratore e scenografo. La stagione dell'innovazione delle vetrate artistiche e il boom degli Stabilimenti Pisorno, promossa dal Comune di Collesalvetti, con il Patrocinio di Diocesi di Livorno, in occasione del 50° dalla scomparsa dell'artista, a cura di Francesca Cagianelli e Marco Sisi, in collaborazione con Massimo Sanacore (Complesso di Villa Carmignani, via Garibaldi, 79, Collesalvetti, LI, tutti i giovedì, ore 15.30-18.30 e su prenotazione per piccoli gruppi; visite guidate gratuite su prenotazione per piccoli gruppi: tel. 0586 980227 e 980174 – 392 6025703; pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it; www.comune.collesalvetti.li.it - fino al 4 giugno).
La messa in campo di tale Calendario amplifica le ragioni della mostra, coincidenti con l'inaugurazione di una stagione nuovissima nell'ambito della storia dell'arte livornese e toscana del '900, rischiarata dalla formidabile riscoperta in anteprima assoluta di Athos Rogero Natali (Livorno, 22 gennaio 1881 - 8 febbraio 1976), per l'anagrafe Natali Athos Radamés Arduino, fratello del più celebre Renato Natali, ma diversamente da quest'ultimo coinvolto più che dagli orizzonti della temperie pittorica primonovecentesca, dall'exploit delle arti decorative incalzanti con il decollo delle Biennali di Arti Decorative di Monza, e quindi, dall'esplosione del fenomeno degli Stabilimenti Pisorno, che tra il 1934 e il 1969, grazie all'impegno dell'architetto Antonio Valente e del drammaturgo Giovacchino Forzano, erano destinati a imporsi quale avamposto della moderna industria cinematografica.
Amatissimo da Carlo Servolini che nella sua Commedia Labronica delle Belle Arti lo celebra in veste di "felice esecutore di vetrate policrome e stracotte, e valente scenografo a Pisorno", fu deliberatamente marginalizzato da Gastone Razzaguta nelle sue Virtù degli Artisti Labronici, fino a incarnare una sorta di vero e proprio eroe di un altro Novecento, alternativo a quello certamente più acclarato, ma forse meno pionieristico, del Gruppo Labronico.
Ponderosa la sua carriera di ideatore di vetrate per la celebre Ditta Felice Quentin, di cui dominano nel percorso espositivo alcune inedite e preziose testimonianze, catalogate e conservate nell'Archivio degli Eredi, che confermano un esclusivo talento decorativo, destinato a imporlo quale protagonista assoluto nelle più importanti chiese e monumenti livornesi, consentendo di inaugurare un prestigioso quanto inatteso capitolo della storia delle arti decorative a Livorno, costellato di straordinari episodi ascrivibili alla temperie nazionale e internazionale dell'arte vetraria moderna, le cui vicende sono state puntualmente indagate in questa occasione da Massimo Sanacore, Governatore dell'Associazione storico-culturale Congregazione Olandese Alemanna, già Direttore degli Archivi di Stato di Livorno, Pisa e Massa, autore di una capillare indagine nei principali archivi storici del territorio, in particolare l'Archivio Storico del Comune, l'Inventario dei beni culturali mobili della Diocesi di Città di Castello, ma soprattutto l'Archivio Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno (ASABAP).
Giovedì 7 maggio, ore 17.00, si svolgerà la 1° PUNTATA del Calendario Culturale, curata da Valentina Campedrer, Coordinatrice dell’Ufficio per i Beni Culturali, Arte Sacra ed Edilizia di Culto della Diocesi di Livorno, che curerà la conferenza Tra arte e devozione. Alla scoperta del Museo diocesano di Livorno.
Il contributo propone una riflessione sul Museo Diocesano di Livorno quale presidio fondamentale per la conservazione, la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio storico-artistico ecclesiastico del territorio, evidenziandone al contempo la rilevante funzione pastorale. Il museo si configura infatti non solo come luogo di tutela, ma anche come spazio di trasmissione della memoria e di educazione alla fede, in grado di favorire una fruizione consapevole dei beni ecclesiastici nel loro significato originario.
Dopo una breve introduzione dedicata alle origini della Diocesi di Livorno e alla presentazione del Museo Diocesano, l’intervento, attraverso l’analisi delle opere e dei manufatti conservati, intende mettere in luce il valore non solo estetico, ma soprattutto storico e documentario del patrimonio. Le opere sono considerate come testimonianze materiali di pratiche devozionali, dinamiche sociali e trasformazioni istituzionali che hanno interessato la diocesi nel corso dei secoli, nonché come strumenti privilegiati per la narrazione della storia religiosa locale.
Particolare attenzione sarà rivolta al rapporto tra il museo e le chiese del territorio livornese, da cui provengono i beni custoditi. Il museo si configura infatti come uno spazio di ricomposizione e narrazione, in cui oggetti originariamente collocati in contesti liturgici specifici vengono riletti alla luce della loro provenienza, funzione e stratificazione storica. In questa prospettiva, il legame con le chiese non si esaurisce nella dimensione della raccolta, ma si estende a una rete di relazioni culturali, identitarie e pastorali, che contribuiscono a restituire unità e senso al patrimonio diffuso e a mantenerne vivo il significato ecclesiale.
L’intervento si propone dunque di evidenziare come il Museo Diocesano non sia soltanto luogo di conservazione, ma anche strumento attivo di conoscenza, valorizzazione e azione pastorale, capace di attivare percorsi di ricerca interdisciplinare, di dialogo con la comunità e di promuovere una lettura integrata tra museo, territorio e contesto ecclesiale di origine.
Giovedì 14 maggio, ore 17.00, Massimo Sanacore, Governatore dell'Associazione storico-culturale Congregazione Olandese Alemanna, già Direttore degli Archivi di Stato di Livorno, Pisa e Massa, curerà la 2° PUNTATA del Calendario colligiano, dal titolo Le vetrate realizzate da Athos Rogero Natali per le principali chiese della Diocesi di Livorno.
A margine dell'esposizione del prezioso nucleo di inediti di Athos Natali esposti per la prima volta nella Mostra colligiana, la conferenza presenterà alcuni disegni e bozzetti mai visti, e in particolare alcune significative realizzazioni su vetro, che assunsero la funzione di “progetto” delle stesse vetrate al momento di essere realizzate nel laboratorio. Le vetrate sfuggono spesso all'attenzione, soprattutto quando si accede a locali che contengono oggetti artistici. In particolare, la vetrata esterna, anche quando considerata un oggetto artistico, è stata molto spesso dimenticata. Non è infatti catalogabile come un oggetto mobile, ovvero trasportabile e addirittura nell'ampio senso del codice civile, che ritiene bene mobile tutto quanto non immobile, ma neppure come immobile, in quanto non facente parte strutturale del muro o dell'edificio e neanche accessorio di esso. Così nella pratica, le vetrate non sono menzionate negli inventari dei beni mobili, e sono meri accessori dei progetti di finestre di architetti e ingegneri, la cui fattura è per essi spesso irrilevante. Nondimeno, le vetrate istoriate e artistiche di Athos si trovano nei palazzi pubblici, per impreziosire e dare rilievo e carattere alle funzioni che vi si svolgono. Sono situate soprattutto nelle chiese e nelle cappelle, livornesi ma non solo, dove le composizioni in tasselli di vetro colorato uniti da legature in piombo raffigurano i Santi e le storie sacre, e trasformano la luce in elemento spirituale. Qui Athos ha dimostrato particolare abilità nelle vetrate circolari, ovvero nei rosoni collocati nei cimiteri della Misericordia e della Purificazione, raffiguranti le immagini sacre del Cristo risorto, dello Spirito Santo, dell'Agnus Dei, dei Santi, senza contare quelle dedicate alla vita dei defunti. Un'arte di tradizione, dove tuttavia Natali non è mai stato banale, riuscendo a trovare soluzioni diverse nella raffigurazione di soggetti simili, come i Santi, talvolta addirittura in forme anticonvenzionali. Visto il grande numero di chiese in cui operò prima e soprattutto dopo la guerra, si può ritenere Athos Natali, che pure si dedicò alle vetrate dopo i quaranta anni, il maggior artista di arte sacra del Novecento a Livorno, di sicuro il più presente. Nell'ambito della conferenza verranno proposte anche due dipinti su tavola di soggetto sacro realizzati da Natali rispettivamente nella chiesa di San Giovanni Battista e nella chiesa di San Simone ad Ardenza, entrambe dotate di vetrate di Natali. Riprova che Athos non rinunciò mai alla pittura e questa fu elemento decisivo delle sue vetrate.
Giovedì 21 maggio, ore 17.00, Marco Sisi, storico del cinema, videomaker e scrittore, curerà la 3° PUNTATA dal titolo Athos Rogero Natali scenografo per gli Stabilimenti Pisorno. Athos Rogero Natali non fu soltanto un pittore ma anche e soprattutto un vetratista e uno scenografo per gli Stabilimenti Pisorno. In quest'ultimo ruolo operò nella seconda metà degli anni Trenta, da solo o assieme a colleghi quali Nino Maccarones o Virgilio Marchi. Il Teatro 5 ospitò numerose imponenti realizzazioni sceniche, quali i saloni delle feste di alberghi o transatlantici per film quali "L'aria del continente" e "Amazzoni bianche" di Gennaro Righelli, e inoltre i tre film dei fratelli De Filippo: "Sono stato io!", "L'amor mio non muore!" e "In campagna è caduta una stella", cui si aggiunsero produzioni di film in costume, prevalentemente di ambientazione napoleonica, quasi sempre tratti da testi teatrali di Giovacchino Forzano come "Campo di maggio", "13 uomini e un cannone", "I due sergenti", "Fiordalisi d'oro", "Il conte di Brechard", e ancora "Ballerine" di Gustav Machatý e "L'imperatore della California" di Luis Trenker, titoli che richiedevano maestose scenografie e in molti casi centinaia di comparse. Lo stesso Natali fu anche attore, spesso generico o comparsa in molti film diretti da Forzano; resta indimenticabile il suo ruolo in "Senza pietà" di Alberto Lattuada, girato nel 1948 quando gli studi erano ancora devastati dopo la seconda guerra mondiale.
LE PROSSIME PUNTATE DEL CALENDARIO
2° PUNTATA
Massimo Sanacore
Governatore dell'Associazione storico-culturale Congregazione Olandese Alemanna, già Direttore degli Archivi di Stato di Livorno, Pisa e Massa
Le vetrate realizzate da Athos Rogero Natali per le principali chiese della Diocesi di Livorno
GIOVEDÌ 14 MAGGIO, ore 17.00
3° PUNTATA
Marco Sisi
storico del cinema, videomaker e scrittore
Athos Rogero Natali scenografo per gli Stabilimenti Pisorno
GIOVEDÌ 21 MAGGIO, ore 17.00
Finissage
Visita guidata di Francesca Cagianelli alla mostra con accompagnamento musicale a cura dell'Accademia musicale di Collesalvetti
GIOVEDÌ 11 GIUGNO, ore 15.30-18.30
Valentina Campedrer è laureata in Lettere con indirizzo storico-artistico presso l’Università degli Studi di Pisa (1999), con specializzazione in Storia delle arti decorative e industriali e approfondimenti in Storia del tessuto e dell’oreficeria. Ha conseguito inoltre il Diploma di Maturità Artistica presso l’Istituto Statale d’Arte “F. Russoli” di Pisa, con indirizzo in grafica pubblicitaria. Ha perfezionato la propria formazione attraverso corsi specialistici in ambito museale e storico-artistico, tra cui percorsi dedicati alla gestione dei musei ecclesiastici, alla comunicazione e qualità nei sistemi museali e alla lettura dell’opera d’arte della tradizione cristiana. Dal 2005 è Coordinatrice dell’Ufficio per i Beni Culturali, Arte Sacra ed Edilizia di Culto della Diocesi di Livorno, incarico nell’ambito del quale si occupa della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico ecclesiastico, comprendente musei, archivi e biblioteche diocesane, nonché dei beni mobili e immobili di proprietà parrocchiale. Svolge attività di programmazione e progettazione degli interventi di restauro, manutenzione e nuova edificazione, collaborando con la Soprintendenza e con enti pubblici e privati competenti nel settore dei beni culturali. Fornisce inoltre supporto agli organi diocesani per le tematiche relative all’adeguamento liturgico e alla valorizzazione del patrimonio, promuovendo iniziative culturali, convegni ed esposizioni temporanee. Ha maturato precedenti esperienze presso l’Arcidiocesi di Pisa e la stessa Diocesi di Livorno nell’ambito dei progetti di inventariazione informatizzata dei beni culturali ecclesiastici promossi dalla Conferenza Episcopale Italiana, operando secondo gli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD). È autrice e curatrice di pubblicazioni dedicate al patrimonio artistico e religioso livornese, tra cui volumi sul Museo Diocesano e sul Duomo di Livorno.
MASSIMO SANACORE è un archivista di Stato e storico italiano, noto per aver ricoperto ruoli di direzione in importanti istituzioni archivistiche toscane. Nato a Livorno nel 1957, ha dedicato la sua carriera alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio documentario, scrivendo saggi e collaborando e organizzando mostre documentarie. Si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Pisa nel 1983 con una tesi in storia del diritto sui Consoli del Mare di Pisa in età moderna, e nel 1993 ha conseguito il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso la Scuola dell'Archivio di Stato di Firenze, dove è stato funzionario dal 2000 al 2003. È stato direttore degli Archivi di Stato di Pisa, Livorno e Massa. Ricopre la carica di Governatore dell'associazione storico-culturale Congregazione Olandese Alemanna di Livorno. È autore delle monografie di storia Alle origini della anonime livornesi di assicurazioni, Il percorso interrotto. Il pluralismo etnico, politico e religioso dell'industria livornese (1865-1940), e Bruno Miniati fotografa Livorno. Ha curato vari volumi di atti di convegni e raccolte monografiche, l'ultima delle quali nel 2024 Il centenario del Silos, nei due tomi La storia e Il futuro. Inoltre, pubblica dal 1987 saggi e studi sulla storia locale livornese e toscana su varie riviste, oltre a essere stato direttore del periodico "Nuovi Studi Livornesi" (2010-2023). Oltre alla sua attività istituzionale, Sanacore è impegnato in conferenze e convegni riguardanti la tutela degli archivi storici e la storiografia, dove si è in alcuni temi impegnato a rivedere le interpretazioni tradizionali, proponendo letture storiche più moderne e prospettiche, quando non più reali.
MARCO SISI
Marco Sisi nasce a Livorno nel 1957. Videomaker indipendente, saggista, reporter, nel 1975 inizia a collaborare con TVL Radiotelevisione Libera, una delle prime operanti sul territorio nazionale. Nel 1977 è tra i fondatori di Radio Flash; nel 1979 viene assunto da Telegranducato di Toscana e nel 1983 si trasferisce a Roma, dove si specializza nella post-produzione video, lavorando per dieci anni alla SBP, società leader nel settore e montando migliaia di ore di programmi televisivi per Rai, Mediaset e altri network privati, comunicati pubblicitari, videoclip, documentari. Dopo un anno allo Studio Natali Multimedia di Firenze, nel 1994 torna a Roma, senior video editor presso la Orbit, network saudita, prima tv satellitare interamente digitale al mondo. Lasciata la tv araba, nel 2004. dopo alcune collaborazioni con Studio Universal, Gambero Rosso e altre società di servizi, dal 2006 inizia a lavorare alle dipendenze di Rai, Videotime e La7, prevalentemente nel settore news e infotainment. Nel 2003 era stato fra i soci fondatori della cooperativa NoWarTV; nel 2011 ha fatto parte del gruppo che ha dato nuovamente vita a Radio Flash, attiva per alcuni anni come web radio. Trasferitosi a Firenze nel 2017, fino al 2024 ha lavorato come tecnico di produzione presso la Sede Rai della Toscana. Si è occupato del rapporto tra cinema e territorio, pubblicando tre volumi: Ardenza cinema d’essai, quando i film si vedevano in un circolo (Provincia di Livorno, Belforte Cultura, 2004, scritto con Luigia Scerra); Livorno Superstar, la mia città dentro il cinema (Edizioni ETS, 2005) e La storia di Livorno in dodici film, dagli antichi romani ai nostri giorni (Edizioni Il Quadrifoglio, 2003). Ha prodotto e diretto “Dotlingen” e “Italiamobile”, due videoclip per il gruppo livornese Virginiana Miller, e numerosi documentari.
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